Medicinali equivalenti: cosa sono?

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Medicinali equivalenti: cosa sono?

A chi non è mai capitato di prendere un medicinale equivalente? Ossia quelli che non riportano sulla confezione il nome del medicinale che siamo abituati a prendere da una vita, ma per lo più il nome con qualche leggera modifica del suo principio attivo! E sicuramente ci si sarà domandati che cosa possano avere in più o in meno rispetto a quelli “di marca.

Sfatiamo un mito! I medicinali equivalenti sono tali e quali a quelli cosiddetti di marca però costano meno e in Italia sono sul mercato da una ventina di anni tuttavia vengono ancora guardati con sospetto se non da tutti sicuramente da tante persone.

Come nascono i medicinali equivalenti

Quando scade il brevetto di un medicinale c’è libertà di produrli da parte di altre case farmaceutiche che quindi li lanciano sul mercato a prezzi minori. Ed è questo il motivo per cui si trovano questi medicinali equivalenti che sono identici a efficacia, sicurezza e composizione però sono sicuramente meno costosi.

Da quanto sono sul mercato i medicinali equivalenti?

I farmaci equivalenti sono sul mercato italiano da una ventina di anni però sono ancora tante le persone che hanno delle riserve verso questi medicinali in quanto li considerano meno efficaci rispetto a quelli cosiddetti di marca.

Ma il fatto che i farmaci equivalenti si chiamino anche generici nasce dal fatto che hanno genericamente il nome del principio attivo che contengono invece di un nome inventato dei loro fratelli più famosi

E l’unica differenza che hanno con gli altri più famosi è il fatto che il loro prezzo a parità di confezione è inferiore di un 20% – 50%.

Perché costano meno?

Il fatto che i farmaci generici costino di meno è dovuto al fatto che le case farmaceutiche non devono sostenere e quindi rientrare dai costi di ricerca in quanto si sta parlando di medicinale che sono già da tempo sul mercato e la procedura è fatta seguendo dei meccanismi ben codificati.

E l’unica cosa che devono fare per poterli mettere sul mercato è quello di dimostrare che siano bioequivalenti ossia che con il medesimo dosaggio riescano a creare la stessa concentrazione di medicinale nel sangue anche se ci sono degli eccipienti differenti. Al contrario non bisogna fare degli studi di efficacia in quanto questo genere di ricerca è già stata fatta dal produttore originario.

In ogni modo dei controlli prima che il medicinale venga messo in commercio devono sempre essere fatti dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per il territorio nazionale e a livello europeo dall’Ema (Agenzia Europea per il Farmaco).

I vantaggi

Il costo minore che viene sostenuto anche dal Servizio Nazionale è utile in quanto questo denaro risparmiato può essere usato per altre cose sempre, ovviamente, in campo medico senza contare che anche per il cittadino il risparmio di soldi può voler dire usarli per altri scopi senza rimetterci in salute.

Senza dimenticare che più generici ci sono e più anche il medicinale “originario” dolente o nolente sarà portato a far pagare di meno il suo.

Gli svantaggi

Tuttavia non è tutto oro quello che luccica perché ci sono alcuni medicinali equivalenti che vengono usati per determinate patologie in cui la struttura dei medicinali è più complessa ed è così possibile che vi siano delle piccole differenze. E perciò in alcuni casi le case farmaceutiche hanno l’obbligo di dimostrare oltre all’efficacia del medicinale generico anche la totale sicurezza relativamente per quanto concerne le varie patologie, all’uso specifico ed anche ai singoli pazienti. Tuttavia seppur il processo sia più costoso però il paziente è, comunque, sicuro circa il medicinale che andrà a prendere ed avrà anche un risparmio rispetto ai farmaci “originali”.

Qualche consiglio utile

Infine va segnalato che i farmaci equivalenti provenendo da diverse case farmaceutiche hanno come ovvie anche diverse tipologie di confezioni (vale a dire diversi colori e nomi differenti rispetto “all’originale”) che potrebbero in alcune occasioni creare problemi nell’identificazione da parte dell’utente finale! 

E allora come fare per non confondersi ed evitare così di prendere un farmaco sbagliato? Ma è semplice! Una volta arrivati a casa scriviamo a penna subito sulla confezione sotto il principio attivo il nome del medicinale che siamo abituati a vedere normalmente oppure per cosa serve (ad esempio: principio attivo ibuprofene serve per combattere il mal di testa) e così facendo è certo che non ci sbaglieremo proprio mai più.

Articolo scritto da:

MONICA PALAZZI