Gli scacchi lo sport per allenare la mente

Gli scacchi non saranno, sicuramente, uno sport come quelli che siamo abituati a vedere vale a dire che non richiede una forte attività fisica eppure anche il gioco degli scacchi ha tutte le caratteristiche per essere definito gioco. 

In quanto dispone di un regolamento, diverte i suoi giocatori e pure chi lo guarda, è una sfida e richiede una forte attività mentale.

Difatti il gioco degli scacchi aiuta a riflettere, a dominare le proprie reazioni, a imparare a elaborare le frustrazioni in modo da poter migliore e a accettare eventuali sconfitte e tutto questo può, anzi deve, essere applicato nella quotidianità.

In cosa consistono gli scaschi?

Si tratta di una tavola quadrata che si chiama scacchiera con 64 caselle che si alterna con due colori che normalmente sono il nero e il bianco però potrebbero essere anche, ad esempio, il marron e il bianco. 

Ogni giocatore ha a sua disposizione sedici pezzi (ovviamente sono di colore diverso rispetto all’avversario) che sono un re, una regina, due alfieri, due cavalli, due torri e otto pedoni.  

In ogni casella ci deve essere un solo pezzo che può essere “mangiato” dal pezzo dell’avversario che andrà ad occupare tale casella. Lo scopo del gioco è fare “scacco matto” ossia far cadere il re in modo tale che l’altro non abbia più mosse possibili da fare.

Luoghi comuni da sfatare

Per coloro i quali non conoscono il gioco degli scacchi questa disciplina potrebbe sembrare una cosa difficile e assai celebrale però una volta imparato le regole, che non sono poi così tante come si immagina, la scacchiera può diventare il nostro miglior amico praticamente inseparabile da portare in ogni dove.

Altro credo comune, e anch’esso da sfatare, si racconta che le partite siano interminabili!! Falso!! Soventemente le partite sono a tempo e la durata minima è di due minuti.

Curiosità sugli scacchi

Quest’anno è stato designato dalla FIDE (vale a dire la Federazione Italiana degli Scacchi) come l’anno degli Scacchi al Femminile. Perché il numero a livello mondiale delle giocatrici di scacchi è solo l’11% sul totale dei giocatori. 

E dirò di più su 732 Grandi Maestri (è il titolo massimo che viene dato a chi pratica il gioco degli scacchi) mondiali solo 38 sono donne vale a dire poco più del 5% sul totale.

Gli scacchi al presente sono nelle discipline sportive che sono associate del Coni però si spera che presto possa avere il riconoscimento che si spetta.

In Italia nello scorso anno ci sono stati più di 500 tornei che hanno coinvolto più di quindicimila persone.

La Federazione Scacchistica Italia (la cui sigla è FSI) ha fatto una scuola federale con l’obiettivo di far nascere nuovi talenti.

Come imparare a giocare a scaschi

Ci sono tantissime alternative a secondo delle proprie preferenze. Si può fare riferimenti ai classici circoli cittadini che con buona probabilità non mancheranno anche nella vostra città oppure per i più tecnologici si possono visualizzare da You Tube delle lezioni che sono per lo più gratuite. 

Altresì segnalo che una lezione privata con un istruttore o maestro costa all’incirca 20 / 30 euro all’ora.

Dove giocare

Ci sono tantissime piattaforme online che permettono di giocare a qualsiasi ora e in qualsivoglia giorno della settimana con italiani o con stranieri. Secondo la Federazione Scacchi Italiana ci sono addirittura 100mila italiani che giocano in questo modo.

Oppure si può fare riferimento anche ai classici circoli cittadini in cui trovarsi faccia a faccia “alla cara e vecchia maniera”.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta … dipende dai propri gusti.

Quanto costa iniziare?

Una scacchiera economica costa dai 10 euro in su mentre la quota annuale di iscrizione a un circolo scacchistico si aggira sugli 80 euro (mentre è sui 60 euro per i più giovani).

Concludo con due particolarità che credo siano degne di nota nel 1924 le Olimpiadi che si svolsero a Parigi ebbero la partecipazione anche degli Scacchi e in Georgia gli scacchi è una materia obbligatoria che si studia a scuola poiché dà quelle competenze logiche che sono indubbiamente utili per avere un buon metodo di studio.

Penso che il bello degli scacchi sia che fino all’ultimo secondo si può, anzi si deve credere, nelle proprie possibilità e doti senza arrendersi in quanto vince la partita chi fa il penultimo errore.

Articolo scritto da:

MONICA PALAZZI